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| ACCENDI LA TUA RADIO, PER FAVOR |
| Forse la radio, col disco e la televisione, è stata tra le cause della fine della Piedigrotta,
festa popolare di strada e di piazza, che lanciava le canzoni quando i cantanti non erano divi, ma poeti e compositori erano
ammirati ed applauditi dal popolo e dalle élite intellettuali. La radio e il disco portarono le canzoni nelle case
della gente, le misero a disposizione di tutti, la televisione aggiunse l’immagine, il richiamo di volti e corpi alle
ugole. L’industria dello showbusiness non aveva più bisogno di quei momenti popolari, la potenza discografica
sostituiva quella editoriale sul fronte del lancio dei nuovi motivi. Non è però con alcun senso di colpa che
Radio Rai, ed in particolar modo l’Archivio sonoro della canzone napoletana, partecipa volentieri ed in prima linea al
ritorno della Piedigrotta. I mass media non possono e non devono sottrarsi alla sfida della modernità, del perenne
cambiamento. E la radio, creduta a torto superata ed invece moderna e più che mai al passo coi tempi, sa far bene il
suo mestiere, lanciando la colonna sonora del furto, ma anche difendendo il dna melodico napoletano, che è alla base
di quello nazionale. Affiancare la mostra di “’O sole mio!”, ma anche tutta la Piedigrotta, seguendone
gli appuntamenti nelle nostre rubriche e trasmissioni, è semplicemente un modo per continuare a fare il nostro mestiere,
documentare la trasformazione delle melodie, dei versi, degli stili vocali del pianeta canzone, ma anche continuare a studiarne
la storia, le radici, le cause e gli effetti. Il terzo compleanno dell’Archivio sonoro della canzone napoletana è
stato festeggiato, non a caso, con un’anteprima della Piedigrotta, affidata a veterani di Cantanapoli come Peppe Barra e
Mirna Doris, ma anche a giovani leoni come Sal Da Vinci, i Virtuosi di San Martino, Francesco Di Bella e Ida Rendano, tutti alle
prese con i classici lanciati dalla festa di Napoli per eccellenza, cominciando dal capolavoro di Giovanni Capurro ed Eduardo Di
Capua, di gran lunga in testa alle classifiche dell’Archivio sonoro della canzone napoletana. una selezione di circa duecento
incisioni differenti di “’O sole mio!” ed un’altra di centocinquanta canzoni napoletane dedicate al sole
sono state predisposte dall’Archivio sonoro e sono offerte all’ascolto dei visitatori della mostra. Sempre
nell’ambito della mostra assisteremo al primo passo dell’Archivio Sonoro verso la multimedialità con le proiezioni
di programmi televisivi messi a disposizione da Teche RAI, con la cui direzione abbiamo raggiunto un apposito accordo. Si tratta di
trasmissioni anch’esse ispirate alla festa di Piedigrotta, dall’opera buffa napoletana Piedigrotta, scritta nel 1852 da
Luigi Ricci, alla versione diretta dal maestro Roberto De Simone del lavoro teatrale di Raffaele Viviani Festa di Piedigrotta, fino
alla gara di canzoni napoletane che nel 1962 si chiamò Festival di Piedigrotta, con la partecipazione di artisti come Claudio
Villa, Mirna Doris, Mario Trevi, Jula De Palma, Grazia Gresi… A questa offerta di materiali sonori e visivi si aggiunge, sempre
curata dall’Archivio sonoro e nel contesto della mostra, una giornata di riflessioni sulla canzone napoletana: un incontro tra
studiosi di diverse nazioni ed intellettuali napoletani che si confrontano su vari aspetti di questo patrimonio artistico e culturale.
Non resta che augurare un ottimo risultato di pubblico e di critica a queste iniziative, alla mostra ed alla Piedigrotta. |
| di Francesco De Domenico |
| Responsabile Produzione Radio Rai |
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